“Figure del Reale”: l’armonia dei contrasti curata da Adriano Cascio al Rapallo Fotografia Festival
La realtà non è mai una sola. È fatta dalla testimonianza storica di un reportage di frontiera, dalla poesia sospesa e onirica della strada, dalla trasfigurazione simbolica dei nostri mostri interiori e dalle sfumature concettuali che interrogano il futuro dei più giovani.
È da questa consapevolezza che nasce “Figure del Reale”, la mostra principale della prima edizione del Rapallo Fotografia Festival (16-18 ottobre 2026), allestita nelle suggestive sale del Castello sul Mare. Curata dal direttore artistico Adriano Cascio, l’esposizione propone un viaggio polifonico attorno alla memoria, al valore del documento e alla percezione visiva contemporanea.
Quattro autori, quattro linguaggi: un’unica trama narrativa
La sfida concettuale e curatoriale affrontata da Adriano Cascio è stata ambiziosa: affiancare quattro protagonisti della fotografia italiana ed europea che adottano approcci, tecniche e vocabolari visivi profondamente distinti:
Francesco Cito– Palestina 1983 – 2011
Maestro del fotogiornalismo internazionale, Cito apre la mostra con un reportage di straordinario rigore storico ed etico che documenta il conflitto in Palestina nell’arco di un ventennio. Un lavoro di spessore documentario e di bruciante attualità, essenziale per comprendere le radici di una realtà oggi più che mai al centro della storia.

Umberto Verdoliva– La cantata dei giorni dispari
Punto di riferimento della street photography, Verdoliva declina la vita urbana attraverso un tono poetico, intimo e velatamente onirico. Le sue immagini trasformano gli incontri casuali, le luci e le ombre della strada in un racconto delicato e profondamente umano.

Anna Maria De Marzo– Il giardino dei mostri marini
De Marzo introduce una dimensione fortemente simbolica ed evocativa. Attraverso figure reali e tangibili, l’autrice costruisce un’allegoria visiva capace di dialogare con la dimensione interiore del visitatore, dando forma ai mostri e alle inquietudini che risiedono dentro di noi.

Paolo Ferrari– Nuance
Ferrari chiude il percorso con un’indagine concettuale e delicata incentrata sulle nuove generazioni. Attraverso immagini essenziali, “Nuance” esplora le sfumature, le fragilità e le perplessità sul futuro che caratterizzano il mondo giovanile oggi.

La visione di Adriano Cascio: il filo invisibile della realtà
Come far dialogare la cronaca di guerra con la poesia della strada, l’allegoria intima con la riflessione concettuale?
La risposta risiede nella curatela di Adriano Cascio. Anziché trattare le quattro esposizioni come isole separate, Cascio le ha sintonizzate sulla stessa frequenza visiva. Nelle sale del Castello, ogni opera e ogni autore risponde a quello adiacente: la schiettezza della storia di Cito risalta accanto alla grazia di Verdoliva, per poi trovare rifugio nella metafora interiore di De Marzo e nelle sfumature d’indagine di Ferrari.
Il risultato è un mosaico armonico in cui la fotografia si conferma uno strumento unico per moltiplicare le nostre capacità di osservare, comprendere e sentire il mondo.
«La fotografia d’autore non deve fornire risposte univoche, ma aprire finestre. Mettere insieme autori così diversi significa mostrare come la realtà possa essere testimoniata, sentita e costruita attraverso la forza di sguardi complementari»





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