Lettori Rapallo Portfolio

Leonello Bertolucciè nato in Liguria e si è trasferito a Milano negli anni Ottanta. Ha intrapreso la strada del reportage fotografico lavorando per alcune testate e agenzie italiane; successivamente ha avviato collaborazioni internazionali, tra cui quella con l’agenzia Sygma di Parigi. Le sue fotografie sono apparse su testate quali Time, Newsweek, Stern, Paris Match, Epoca e altre. Attualmente è fotografo contributor per l’agenzia Getty Images. Nel corso della sua attività ha pubblicato libri di immagini e realizzato mostre. È consulente in campo editoriale e multimediale ed è stato chiamato a ricoprire il ruolo di photo editor in redazioni giornalistiche. Ha scritto il primo libro pubblicato in Italia sull’argomento, dal titolo Professione Photo Editor (Gremese Editore), e successivamente Il photo editing. Scegliere le immagini nel racconto fotografico (Emuse Ed.). È docente presso l’Istituto Italiano di Fotografia (Milano), Bottega Immagine (Milano) e Foto Scuola Lecce (Lecce). Ha inoltre insegnato al Master in Giornalismo dell’Università di Bologna e tiene corsi, workshop e letture portfolio in tutta Italia. Della sua attività si sono occupate riviste di fotografia quali Fotopratica, Il Fotografo, Nuova Fotografia, Photo, Fotographia, Techno Photo, Fotoit e Gente di Fotografia. Ama sperimentare e giocare con le immagini. Nelle edizioni del Pulcinoelefante, le sue fotografie dialogano con testi, tra gli altri, di Alda Merini, Tonino Guerra ed Enzo Sellerio. Ha inoltre pubblicato un libro di aforismi sulla fotografia dal titolo 55 fotograforismi (Postcart Edizioni).È membro del Comitato scientifico del CIFA (Centro Italiano della Fotografia d’Autore). È iscritto all’Ordine dei Giornalisti e scrive di fotografia sulla rivista Il Fotografo e su Il Fatto Quotidiano.it.

Federicapaola Capecchiè una curatrice di fotografia e coreografa. Ideatrice di Opificio della Fotografia, progetto curatoriale e produttivo dedicato alla fotografia contemporanea, laboratorio permanente di idee, format e sperimentazione fotografica, all’interno del quale ha ideato e curato numerosi format espositivi, rassegne e pubblicazioni, frutto di anni di lavori dedicati alla fotografia (dal 2013). Fondatrice e coreografa di OpificioTrame Physical Dance Theatre (dal 2006). Direzione, Redattrice e conduttrice del TG Fotografia.  E’ stata invitata come membro di giurie tra le quali: Premio Donna e Fotografia Rapallo, Italy Photo Award/Trieste Photo Days, ANFM Associazione Nazionale dei Fotografi Matrimonialisti, Giuria del Premio Fotografico Giovanni Raspini Milano Mood Portrait.  Ha curato numerosissime mostre – da nomi noti come Gianni Berengo Gardin, Eve Arnold, Francesco Cito, Riccardo Venturi, Franco Fontana & Quelli di Fontana, Riccardo Bononi, Lorenzo Zoppolato, a progetti di autori emergenti, a prime esposizioni europee di artisti internazionali – e scritto testi critici che interrogano la fotografia anche come strumento di indagine sul presente, sui corpi, sulle tensioni politiche e identitarie del XXI secolo. La sua formazione giornalistica – fatta di inchieste, cronaca giudiziaria e reportage per testate come La Stampa per l’esperimento Mi.ro. – le ha insegnato a guardare oltre la superficie e a fare domande scomode. Questa attitudine la porta nella curatela: ogni mostra è per me un’indagine, un punto di vista sul mondo. Professionista anche della coreografia e della danza, ho debuttato alla Biennale Internazionale di Danza di Venezia come coreografa italiana. Questa radice è il nucleo del suo sguardo. Il corpo non è per lei una questione estetica ma politica, luogo di resistenza, trasformazione, conflitto. Anche quando parla di fotografia, parla di corpi che abitano il contemporaneo. La sua conoscenza del corpo deriva da una pratica coreografica tuttora attiva, sviluppata come ricerca sul corpo inteso come spazio sociale, etico e politico. Questa esperienza attraversa e informa il suo lavoro curatoriale, offrendo criteri di lettura delle immagini fondati – tra molte altre cose – su peso, equilibrio, gravità, esposizione, prossimità e relazione con l’altro e con lo spazio. Curare (come coreografare) per lei è assumersi una responsabilità. La curatela è uno spazio di mediazione, non di semplificazione; dove l’opera può restare complessa, ambigua, aperta. Nei progetti il corpo lavora, migra, abita, si espone, cade, resiste. Non solo come tema, ma come condizione.​​​​​​​

Piera Cavalieriè nata a Genova, dove vive e lavora. È redattrice e caposervizio della rivista Fotoit e lettrice di Portfolio accreditata dalla Fiaf. È stata parte del comitato organizzatore per il Progetto Nazionale Fiaf “Ambiente Clima Futuro” e  ha scritto le pagine dedicate al nuovo Progetto  Nazionale “Agrosfera”, su Fotoit.  Da alcuni anni  si occupa del Progetto Talent Scout della Fiaf. È iscritta al blog Agorà di Cult dal 2012. Inizia a fotografare negli anni Ottanta e diventa allieva di Giuliana Traverso nel 2005. Nel 2008  vince  il 1° premio al  Festival della fotografia di Sestri L. , Penisola di luce, con il portfolio “La lunga attesa”. Partecipa a diverse mostre collettive del team Donna Fotografa di Giuliana Traverso. Espone  in “Io mi vedo così” nel 2010 al CIFA di Bibbiena e in “Photographer, donne che fotografano le donne ” nel 2016 allo Spazio Contemporanea di Brescia. Nel 2012 apre, a Genova, Spazio23-fotografia contemporanea, dedicato all’esposizione della fotografia emergente e trasformato nel 2015 in uno spazio espositivo itinerante, attivo per alcuni anni. Ha condotto vari laboratori dedicati alla fotografia contemporanea. 

Antonella Monzonipratica una fotografia profondamente umanista, i suoi progetti superano il limite del documento per affermare il valore della testimonianza. Il suo percorso vede una ricca vicenda autoriale che interseca progetti personali, impegno civile, esperienze di collettivo, editoria. Vive a Modena, inizia la sua attività nel 2000 fotografando ciò che appare distante da noi geograficamente ma che, in realtà, è molto vicino dal punto di vista interiore. Nel 2005 incontra Henriette Niépce, pronipote dell’inventore della fotografia Joseph Nicéphore Niépce, che le apre la casa dopo cinquant’anni di autoreclusione e nasce Madame, progetto pluripremiato divenuto libro nel 2011. Si è dedicata al racconto delle ferite del popolo armeno che ha pubblicato nel libro Ferita Armena, premiato nel 2016 come miglior libro fotografico al Premio Bastianelli. Nel 2010 Fiaf la riconosce Autore dell’anno e nel 2018 le conferisce l’Onorificenza di Maestro della Fotografia Italiana. Nel 2024 è invitata a far parte del progetto Il Vittoriale delle Italiane dove 10 fotografe sono state selezionate per un servizio site-specific sulla casa di Gabriele D’Annunzio e, sempre nel 2024, pubblica Dimenticanza un libro-memoir per fermare sulla carta l’amore che la lega alla madre scomparsa nel 2019. Diversi i riconoscimenti e i premi ricevuti (Luce Iblea, Call Praga Photofestival, Scanno dei Fotografi, Vipa Vienna, Premio Giacomelli), ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero. È lettore portfolio e giurato in contest fotografici. È vicedirettore editoriale della rivista di cultura fotografica Gente di Fotografia.

Isabella Tholozanè nata a Torino e vive a Sestri Levante dal 1973, anno in cui ha iniziato gli studi artistici presso l’ISA, Istituto Statale d’Arte di Chiavari, dove ha conseguito il diploma di maestra d’arte e la maturità artistica. La sua attività fotografica si è sempre sviluppata parallelamente alla pratica artistica e pittorica. Il suo è un percorso alternativo e forse poco ortodosso, espressione di una personalità che, più della ricerca del successo individuale, privilegia la condivisione e il dialogo tra discipline diverse, individuandone similitudini, analogie e percorsi paralleli. La ricerca artistica l’ha portata a collaborare con diverse associazioni e a partecipare ad attività collettive e laboratoriali dedicate alle arti applicate. Ha inoltre approfondito lo studio antroposofico dei colori, applicato al metodo steineriano in ambito artistico e terapeutico. Questo percorso, iniziato nel 2010, si è sviluppato attraverso i laboratori di studio condotti da Cristina Pelli e la frequentazione dell’artista fiorentino Orazio Lo Presti. Considera la fotografia uno strumento particolarmente potente, aperto e comunicativo, ricco di esempi e personalità positive e costantemente presente nei processi artistici e culturali contemporanei. Proprio per queste caratteristiche, la ritiene adatta anche a finalità educative e terapeutiche. Si occupa di critica fotografica e di lettura del portfolio in collaborazione con la FIAF, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche, e con i suoi Dipartimenti Cultura e Didattica. Nel 2017 ha conseguito le attestazioni di “Lettore di fotografia FIAF” e “Docente FIAF”. Dal gennaio 2021 è caporedattrice e vicedirettrice di FOTOIT, organo ufficiale della Federazione. Nel 2022 è stata insignita dell’onorificenza BFI e nel 2023 è stata nominata Seminatore FIAF. Cofondatrice del collettivo LabiArts, dal 2015 è impegnata nell’utilizzo della fotografia in ambito terapeutico, collaborando con gruppi autogestiti e con il collettivo “Femmine Difformi”, curato dall’artista Silva Masini.

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