Mostra fotografica“Figure del reale”
La fotografia non mostra mai la realtà in modo del tutto neutro. Ogni immagine nasce da una scelta: il fotografo decide cosa guardare, cosa lasciare fuori e come raccontare ciò che vede.
“Figure del reale”presenta il lavoro di quattro autori. Tutti partono dal mondo reale, ma lo rappresentano in modi molto diversi. Nelle loro fotografie, la realtà diventa esperienza personale, ricordo, immaginazione e costruzione.
Il percorso della mostra non segue un ordine preciso o una storia lineare. Le immagini ci accompagnano poco alla volta dall’evento concreto alla sua trasformazione, da ciò che è presente e visibile a ciò che cambia, sfuma o assume un nuovo significato.
Il mondo resta lo stesso. A cambiare è il nostro modo di guardarlo.
Francesco Cito – Palestina 1983-2011
L’Intifada palestinese esplose nel 1987 nei territori della Striscia di Gaza e della Cist Giordania occupata da Israele dopo la Guerra dei Sei Giorni (1967) quando un camion guidato da un colono israeliano travolse due taxi nel campo profughi di Jabaliya. Quattro palestinesi sono morti nell’incidente. Nei sei anni di confronto, 1100 palestinesi furono uccisi da soldati e coloni israeliani. Palestinesi uccisi 160 israeliani e altri 1.000 palestinesi accusati di collaborazione.

Umberto Verdoliva – “La cantata dei giorni dispari”
Ho sempre pensato che la città di Napoli avesse due forze al suo interno. Il primo, il più forte, ti spinge ad andare lontano… il secondo si trasforma in una forza impetuosa che agisce attraverso i ricordi e la nostalgia, spingendoti a tornare con il vano tentativo di capire la città osservandola con occhi diversi.

Anna Maria De Marzo – “Il giardino dei mostri marini”
Il viaggio di Odisseo nel Mediterraneo è costellato di incontri mitologici. Ma non sono i mostri che Odisseo incrocia a segnare il suo cammino, quanto i fantasmi interiori con cui solo, tra le onde del mare, deve combattere.
“Il giardino dei mostri marini” indaga la relazione esistente tra l’essere umano e i suoi fantasmi interiori. Le figure qui riprodotte sono bitte – piccole colonne in ferro usate per attraccare le barche – che i pescatori avvolgono con materiali di fortuna per proteggerle da salsedine ed intemperie. Simili a piccoli menhir, questo strutture sono un ponte tra due mondi: il mondo marino e quello terreste, tra l’uomo e il viaggio che lo attende. Queste strutture, come i mostri di Odisseo, sono in continuo movimento e assumono forme fantasmagoriche a cui l’occhio umano è naturalmente portato ad attribuire un forma, ma il cui senso dipende solo dal valore che ognuno di noi decide di dargli.

Paolo Ferrari – “Nuance”
La vita dei ventenni è un caleidoscopio di emozioni ed esperienze. In questo decennio, si trovano a esplorare il mondo con occhi nuovi, pieni di speranza e incertezze. Ogni giorno è una scoperta, un’opportunità per crescere e imparare. Le sfumature della loro esistenza sono infinite: dalla gioia di un nuovo amore alla delusione di un sogno infranto, dalla libertà di scegliere il proprio percorso alla paura di sbagliare. I ventenni vivono in un equilibrio precario tra il desiderio di indipendenza e il bisogno di sicurezza. Sono artisti della loro vita, dipingendo il futuro con colori vivaci e audaci, ma anche con toni più tenui e riflessivi. In loro c’è una forza straordinaria, una resilienza che li spinge a rialzarsi dopo ogni caduta. La loro vita è un mosaico di esperienze uniche, ognuna con le proprie nuance, che insieme creano un quadro complesso e affascinante.
